Misure per promuovere la stabilità

Un mercato finanziario ben funzionante è un presupposto essenziale per la crescita dell’economia svizzera. Nella sua attività di vigilanza la FINMA promuove con misure mirate, orientate al rischio e proporzionali la stabilità dei partecipanti ai mercati finanziari.

Con la sua attività di vigilanza, la FINMA rafforza la stabilità dei partecipanti al mercato finanziario a essa assoggettati, in particolare in materia di dotazione di capitale, liquidità e controllo dei rischi. Tutela così i creditori, gli investitori e gli assicurati e solo in questo modo il mercato finanziario può adempiere la sua funzione anche in situazioni di crisi.

Stabilità degli assoggettati alla vigilanza: capitale

Una sufficiente dotazione di capitale è essenziale per la stabilità degli istituti finanziari. Essa garantisce che le banche, le imprese di assicurazione e gli asset manager possano svolgere i loro compiti rilevanti per l’economia sia in periodi di calma che di turbolenza. La FINMA si è adoperata, con l’adozione di diverse misure, per una solida dotazione di capitale presso tutti gli assoggettati alla vigilanza.

Rischi ancora elevati in relazione a immobili e ipoteche

Gli immobili e le ipoteche hanno costituito anche nel 2025 fonti principali di rischio per la piazza finanziaria svizzera. In questo contesto, la FINMA ha nuovamente impiegato importanti strumenti di vigilanza come stress test e analisi dei dati, svolgendo inoltre sei controlli in loco presso istituti bancari.

Da un lato, presso vari istituti le verifiche hanno portato alla luce lacune significative in relazione a operazioni di credito che erano state autorizzate nella sfera di competenza individuale degli sportelli (front office). Tali punti deboli sottolineano l’importanza di istanze di controllo solide e indipendenti, come ad esempio una gestione del rischio di credito (o credit office), le quali sulla scorta di sufficienti controlli a campione dovrebbero esaminare i finanziamenti in maniera sistematica e/o in rapporto al rischio a loro correlato.

Dall’altro, presso diverse banche sono state riscontrate carenze sostanziali in relazione alle valutazioni degli immobili. Si è trattato in particolare sia di una verifica mancante e/o insufficiente delle stime immobiliari da parte di istanze di controllo indipendenti, sia di una cadenza di valutazione troppo estesa. Per la maggioranza degli istituti sottoposti a verifica nel 2025, la FINMA ha disposto l’adozione di fondi propri supplementari.

I risultati dell’attività di vigilanza nel 2025 sono in linea con quelli degli anni precedenti. Nel complesso, per diversi istituti sussiste ancora l’esigenza di un miglioramento dell’erogazione di crediti ipotecari. Per questo motivo, a maggio 2025 la FINMA ha pubblicato la Comunicazione sulla vigilanza 02/2025 «Rischi sul mercato immobiliare e ipotecario», finalizzata ad accrescere la trasparenza della sua prassi di vigilanza. Essa riassume i risultati delle attività di vigilanza condotte e illustra le attese della FINMA in relazione alle esigenze regolamentari nell’ambito delle operazioni ipotecarie. È rivolta in primo luogo alle banche. È stato tuttavia evidenziato che anche altri istituti assoggettati a vigilanza sono sostanzialmente esposti agli stessi rischi per quanto concerne l’erogazione di crediti ipotecari e che nella sua attività di vigilanza la FINMA adotta i medesimi principi.

Stress test della dotazione di capitale presso le banche

La FINMA ha effettuato anche nel 2025 dialoghi con le banche in merito alla pianificazione del capitale, la cui portata è stata definita in funzione delle dimensioni degli istituti stessi e dei rischi specifici. Oltre a una perizia sulla pianificazione di capitale delle banche in condizioni normali, la FINMA ha analizzato se nella pianificazione sono state sufficientemente considerate anche fasi caratterizzate da una contrazione congiunturale e da una flessione significativa della situazione reddituale. La dotazione di capitale delle banche si è mostrata stabile. Gli istituti hanno di norma oltrepassato i requisiti patrimoniali prudenziali, comprese le esigenze relative al cuscinetto per assorbire eventuali perdite. 
 

Le banche di rilevanza sistemica hanno inoltre dovuto applicare gli scenari di stress con un orizzonte temporale di tre anni indicati dalla FINMA, indicando le modalità con cui provvedono a mitigare gli sviluppi negativi in condizioni gravose. A livello di portafoglio, la FINMA ha condotto presso istituti selezionati una serie di prove di stress per quanto concerne ipoteche e tassi di interesse, adottando misure specifiche nei casi in cui tali test hanno evidenziato risultati insoddisfacenti.

Per quanto concerne i rischi finanziari connessi al clima, nel 2024 e 2025 la FINMA e la BNS hanno svolto presso UBS un’analisi degli scenari climatici. Il rilevamento è servito alla stima del potenziale di perdita della banca a seguito dei rischi di transizione legati al clima in diversi scenari fino al 2050 (cfr. «Vigilanza sui rischi finanziari legati al clima e a eventi naturali»).

Il Test svizzero di solvibilità presso gli assicuratori mette in evidenza una solida base di capitale

I rapporti sul Test svizzero di solvibilità (SST) presentati dalle imprese di assicurazione hanno evidenziato un andamento in ampia parte costante degli indicatori di solvibilità. Conformemente ai dati, nel 2024 i mercati finanziari avevano mostrato un’evoluzione nel complesso stabile in un contesto da neutro a leggermente positivo, che si è riflettuta sugli indicatori di solvibilità. Per gli assicuratori malattia, l’aggiornamento delle ipotesi centrali nel modello standard SST (soprattutto in relazione a inflazione e comportamenti di storno) ha comportato nell’ambito della valutazione degli impegni a lungo termine un calo moderato dei quozienti SST, inferiore al 10%.

Le flessioni dei quozienti SST nel comparto della riassicurazione sono invece riconducibili soprattutto ad adeguamenti del modello su base individuale, tra l’altro in relazione all’introduzione di approcci di valutazione conformi alla norma contabile IFRS. In questi casi, la valutazione conforme al mercato ai fini del SST si basa su tale presupposto, tuttavia in linea di principio può essere effettuata anche indipendentemente dalle cifre IFRS.

Le due coperture insufficienti indicate nella tabella riguardano le piccole imprese di assicurazione e sono state immediatamente risolte tramite un aumento di capitale.

Il continuo perfezionamento e ulteriore sviluppo dei modelli SST sono fondamentali per una dotazione di capitale sostenibile a lungo termine. Per questo motivo, la FINMA pone un’enfasi particolare sulla costante verifica dell’adeguatezza dei modelli SST.

Uno strumento essenziale della vigilanza è costituito dallo svolgimento di verifiche materiali. Nell’ambito di questi controlli, da un lato i modelli interni vengono analizzati in modo approfondito, dall’altro lato viene esaminata anche l’attuazione coerente delle disposizioni contemplate nei modelli standard approntati dalla FINMA. Ove possibile, tali verifiche vengono svolte in maniera parallela presso più imprese su tutto il mercato, al fine di garantire un trattamento uniforme e ricavare elementi trasversali con validità generale.

La FINMA verifica con cadenza regolare anche le disposizioni e le parametrizzazioni dei modelli standard e in caso di necessità li adegua opportunamente. Nel 2025, sulla base di dati di settore estremamente completi è stata verificata ad esempio la parametrizzazione del modello standard SST per il ramo danni. 

Stabilità degli assoggettati alla vigilanza: liquidità

Per la loro stabilità, gli istituti finanziari necessitano anche di una solida dotazione di liquidità. Pertanto, pure nel 2025 la FINMA si è adoperata affinché gli istituti finanziari assoggettati in ogni ambito di vigilanza dispongano di un’adeguata dotazione di liquidità.

Rifinanziamento e liquidità: sfide nell’ambito del funding per le banche

La FINMA ha intensificato le proprie attività di vigilanza nei settori del rifinanziamento e della liquidità. Negli scorsi anni le banche hanno dovuto sostenere costi più elevati per le operazioni di rifinanziamento. In particolare, un accresciuto fabbisogno di rifinanziamento tramite le obbligazioni fondiarie ha comportato un aumento degli spread di costo.

Le esigenze particolari in materia di liquidità per le banche di importanza sistemica sono entrate in vigore all’inizio del 2024. I requisiti più stringenti posti dalla BNS alle riserve minime per le banche svizzere si sono tradotti in un maggiore fabbisogno di rifinanziamento. Allo stesso modo, l’uscita di Credit Suisse dal mercato potrebbe avere determinato, sotto vari aspetti, una maggiore necessità di rifinanziamenti, in quanto numerosi istituti si sono ritrovati a gestire una domanda di crediti più accentuata. Tuttavia, l’acquisizione di Credit Suisse potrebbe avere contribuito anche a una percezione più consapevole del rischio, soprattutto in relazione ai rischi di liquidità e di rifinanziamento. Per queste tematiche la FINMA ha quindi approfondito opportunamente anche le proprie attività di vigilanza. Nei colloqui con la BNS e la FINMA, le banche commerciali e retail hanno sottolineato l’aumento dei costi di rifinanziamento, ma hanno confermato che la domanda di credito può essere soddisfatta sulla base dei principi di rischio esistenti.

Sfide comportate dai finanziamenti in valuta estera

Le banche detengono valori patrimoniali e passività sia in franchi svizzeri che in valute estere. Di norma le passività non corrispondono integralmente ai valori patrimoniali nella stessa divisa, il che può tradursi in rischi di liquidità specifici per una determinata moneta. Segnatamente, il rischio consiste nell’insufficiente disponibilità di valori patrimoniali liquidi nella valuta in cui avvengono i deflussi relativi alle passività.

La FINMA si attende dalle banche una gestione adeguata di tali rischi di liquidità. In particolare, gli istituti non possono fare affidamento sul fatto che la liquidità di mercato sia disponibile in qualsiasi momento in misura illimitata o che, in caso di necessità, essi vengano sostenuti da interventi della BNS.

La FINMA riceve dalle banche notifiche sulla liquidità specifiche per le singole valute e monitora così l’evoluzione di questi rischi. Nel 2025 l’Autorità di vigilanza, in stretto coordinamento con la BNS, ha condotto accertamenti approfonditi presso singoli istituti che presentano rischi di cambio elevati o rivestono un ruolo di primo piano sul mercato dei cambi.

Liquidità dei fondi d’investimento svizzeri – stress test

Nel 2025 la FINMA ha portato avanti i propri lavori in materia di gestione dei rischi di liquidità per i fondi d’investimento. Molteplici analisi approfondite e controlli in loco hanno consentito di individuare i segmenti di fondi maggiormente esposti, enfatizzare le buone pratiche di mercato e precisare le aspettative della FINMA nei confronti degli istituti assoggettati alla sua vigilanza.

Una gestione inadeguata dei rischi di liquidità e dei gap di liquidità (ossia il disallineamento tra la liquidità degli attivi detenuti da un fondo e le condizioni di rimborso offerte agli investitori) può generare rischi sia per la stabilità finanziaria sia per la tutela degli investitori.

In risposta ai requisiti internazionali e al fine di valutare la resilienza dei fondi d’investimento svizzeri, la FINMA ha condotto per la prima volta stress test di liquidità propri, i quali si sono concentrati sui fondi in azioni o in obbligazioni con un patrimonio superiore a 500 milioni di franchi, ad esclusione dei fondi del mercato monetario. In totale sono stati sottoposti a stress test con diversi scenari 396 fondi, pari a un valore netto d’inventario complessivo di 681,9 miliardi di franchi. 28 di questi fondi non hanno soddisfatto i requisiti. I fondi in questione sono prevalentemente di tipo obbligazionario, spesso detenuti da un unico investitore o da una platea ristretta di soggetti. La FINMA ha svolto accertamenti e analisi approfondite su questi fondi. 

Rischi in relazione all’inflazione e all’andamento dei tassi d’interesse

Nel 2025 i tassi d’interesse sono scesi ulteriormente e il tasso guida della BNS è pari allo 0% dalla metà del periodo in rassegna. Grazie a una proattiva e regolare analisi dei rischi, la FINMA ha precocemente individuato possibili rischi di tasso per gli assoggettati e, all’occorrenza, richiesto l’adozione di misure.

I rischi di variazione dei tassi presso le banche restano in proporzione bassi

Grazie alle misure di vigilanza mirate della FINMA e a una gestione in ampia misura calibrata del rischio di tasso d’interesse con relative misure di copertura da parte degli istituti sottoposti a vigilanza, i rischi di struttura del bilancio sono rimasti stabili nel corso dell’anno e complessivamente a un livello contenuto. I pochi istituti esposti in modo sostanziale sono stati monitorati e affiancati in via continuativa durante l’intero arco del processo di vigilanza.

Nel 2025 i rischi di tasso per la prospettiva reddituale sono diminuiti, prevalentemente a causa del fatto che le aspettative di reddito per le operazioni su interessi sono parimenti scese, con una conseguente riduzione dei rischi intesi come scostamento negativo. Ipotetici shock dei tassi avrebbero pertanto prodotto effetti soltanto lievi o moderati in termini di rischi di bilancio e di redditività e, salvo poche eccezioni, i rischi di variazione dei tassi d’interesse sono stati relativamente bassi e stabili.

Nell’ambito di un’analisi proattiva e regolare dei rischi, la FINMA continua a monitorare possibili rischi di variazione dei tassi per gli assoggettati e, all’occorrenza, impone precocemente l’adozione di opportune misure. A seguito del livello dei tassi attualmente basso e del calo dell’inflazione, la probabilità di shock dei tassi è risultata di modesta entità. Cionondimeno, eventuali sbalzi repentini e acuti possono ancora sfociare in rischi accentuati di variazione dei tassi.

Operazioni su interessi sotto pressione presso le banche

Nel 2025 il basso livello dei tassi di mercato ha gravato sulle operazioni su interessi degli assoggettati alla vigilanza. I margini nelle attività con la clientela sono tendenzialmente scesi e la remunerazione bassa o negativa degli averi presso la banca centrale ha prodotto ripercussioni negative, come è emerso dalle chiusure annuali per il 2024 e dai risultati semestrali del 2025.

Per gli istituti la situazione nel segmento delle operazioni su interessi è destinata ad acuirsi ulteriormente qualora il livello dei tassi di mercato dovesse permanere per diverso tempo attorno alla soglia dello zero. In un contesto di tassi negativi, la gestione della franchigia potrebbe tornare a produrre un effetto compensatorio. Questo vale anche per il contributo strutturale, in quanto il livello dei tassi per le scadenze più lunghe è sceso in misura meno marcata per considerazioni legate al rischio. Il margine strutturale risulta pertanto sotto una pressione minore rispetto ai contributi al risultato apportati dalle attività con la clientela.

Gli assoggettati alla vigilanza reagiscono a questo sviluppo sostanzialmente negativo delle prospettive reddituali attraverso differenti misure. Le risposte strategiche più diffuse sono il potenziamento degli affari nelle valute estere con un livello più elevato dei tassi di mercato e le conseguenti attività di copertura contro i rischi di cambio, oppure l’intensificazione degli affari indipendenti dall’andamento dei tassi.

A fine 2025 l’enfasi è stata posta inoltre sulla valutazione ex post della Circolare FINMA 19/2 «Rischi di tasso d’interesse – banche», pubblicata dalla FINMA mediante comunicato stampa a fine novembre 2025. Successivamente la revisione parziale della circolare sarà avviata con il processo di indagine conoscitiva. Essa è limitata a modifiche in punti specifici dei principi e alla ricalibrazione degli scenari standardizzati.

Vigilanza sui rischi finanziari legati al clima e a eventi naturali

La FINMA ha svolto colloqui di vigilanza con i maggiori istituti bancari e assicurativi nel corso dei quali ha trattato gli elevati rischi fisici derivanti dai cambiamenti climatici, per esempio quelli legati a eventi naturali estremi come tempeste, frane o inondazioni, o i rischi implicati da cambiamenti lenti, come l’innalzamento della temperatura media. I colloqui intendevano accertare in che misura l’attività esercitata dagli istituti li esponesse a tali rischi, soprattutto indirettamente attraverso i finanziamenti e gli investimenti, e se i principali rischi venissero individuati e gestiti in modo adeguato.

La FINMA ha proceduto anche a controlli in loco di un giorno presso determinate banche che presentavano un profilo di rischio climatico potenzialmente elevato. A seconda delle dimensioni e del modello operativo della banca, ha affrontato temi tra cui la gestione dei rischi climatici nell’attività ipotecaria e dei rischi di greenwashing oppure ha esaminato i modelli di stress test sul clima utilizzati dalla banca.

Rilevamenti di dati sui rischi finanziari legati al clima

Nel 2025 la FINMA ha raccolto diversi dati di banche e imprese di assicurazione per ottenere informazioni sul loro profilo di rischio climatico e individuare gli istituti particolarmente esposti. Per le imprese di assicurazione si è basata sul rilevamento periodico dei dati concernenti l’attività d’investimento. Le classi d’investimento che vi figurano, ripartite per settori economici, riflettono l’esposizione degli assicuratori ai rischi di transizione, che possono derivare dal passaggio a un’economia a ridotta emissione di gas serra.

Per le banche delle categorie di vigilanza da 1 a 3, la FINMA ha svolto il suo rilevamento annuale dei dati sui rischi finanziari legati al clima. I dati raccolti contenevano tra l’altro informazioni sugli impegni nei confronti di imprese non finanziarie operanti in diversi settori economici e sulle emissioni di gas a effetto serra finanziate nelle operazioni di bilancio e nei patrimoni gestiti. Le banche hanno indicato anche i volumi dei loro crediti ipotecari suddivisi in base a immobili con un’efficienza energetica buona, media, scarsa o non nota. La FINMA ha inoltre rilevato gli obiettivi delle banche in materia di riduzione delle emissioni di CO2 così come la loro autovalutazione dei rischi fisici e di transizione. Infine, ha accertato l’applicazione di alcuni strumenti specifici di gestione dei rischi, per esempio le analisi di scenario e i limiti di esposizione nell’attività commerciale delle banche.

I rilevamenti dei dati consentono di effettuare un confronto trasversale tra gli istituti e di concentrare la vigilanza sugli istituti che presentano anomalie. I risultati sommari dei rilevamenti sono confluiti altresì nel rapporto sui rischi legati al clima della FINMA, pubblicato per la prima volta nel quadro del Monitoraggio FINMA dei rischi 2025.

Analisi dei rischi finanziari legati al clima

Nel 2024 e nel 2025 la FINMA ha svolto, in collaborazione con la BNS, un’analisi di scenario climatico presso UBS, il cui obiettivo era valutare il potenziale di perdita della banca ascrivibile ai rischi di transizione in diversi scenari fino al 2050. Si trattava in particolare degli scenari della fase IV definiti dal Network for Greening the Financial System (NGFS). L’analisi di scenario contemplava le possibili perdite fino al 2050 in relazione a prestiti alle imprese, azioni, obbligazioni societarie e derivati correlati. L’analisi è stata completata con dati forniti da un terzo.

L’analisi di scenario climatico ha identificato il maggiore potenziale di perdita nel portafoglio dei prestiti alle imprese di UBS, presumendo che si verifichi lo scenario NGFS «Net Zero 2050» o «Low Demand». Il potenziale di perdita è risultato tuttavia nettamente inferiore a quello emerso dagli stress test triennali condotti dalla FINMA e dalla BNS con scenari di stress macroeconomici. È necessario considerare le criticità in riferimento all’analisi dello scenario climatico: l’orizzonte temporale molto lungo, che si estende fino al 2050, implica un notevole grado di incertezza e il raffronto con scenari di stress a breve termine è possibile solo in misura limitata. La FINMA ha inoltre individuato un potenziale di miglioramento in riferimento alla qualità dei dati.

Nel 2025 la FINMA e la BNS hanno avviato inoltre un’analisi approfondita relativamente alle potenziali ripercussioni dei rischi fisici sul parco immobili in Svizzera. L’analisi dovrebbe concludersi nel 2026.

Cyber-rischi, tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) e outsourcing

Nel 2025 i cyber-rischi sul mercato finanziario sono rimasti elevati, pertanto la loro gestione da parte degli assoggettati si è riconfermata una priorità nell’attività di vigilanza della FINMA.

Concretizzato l’obbligo di notifica dei cyber-incidenti e delle attività di vigilanza

Gli attacchi segnalati alla FINMA dagli istituti sottoposti a vigilanza mostrano che nel 2025 i fornitori di servizi e i partner di outsourcing saranno sempre più presi di mira, con un impatto diretto sugli istituti sottoposti a vigilanza. Rientra in questa categoria quasi la metà di tutti i cyber-incidenti segnalati. Gli assoggettati hanno anche registrato con sempre maggiore frequenza incidenti che hanno avuto origine in seno alla loro stessa organizzazione, le cosiddette minacce interne, ascrivibili a persone legittimate ad accedere a dati e sistemi critici, come per esempio dipendenti attuali, fornitori di servizi o partner, o da ex dipendenti o da terzi ai quali sono stati revocati in modo lacunoso i diritti di accesso. Oltre ai reati intenzionali come la fuga di dati, il furto o il sabotaggio, anche gli atti di negligenza, come l’invio errato di informazioni sensibili o l’errata configurazione dei sistemi, rappresentano rischi rilevanti. Nonostante l’elevato potenziale di danno, spesso non viene effettuato alcun monitoraggio sistematico delle attività degli utenti privilegiati o viene effettuato in modo insufficiente.

Nel quadro dell’annuale rendiconto prudenziale delle società di audit per il periodo di rendicontazione 2024/2025 (dal 3º trimestre 2024 al 1º trimestre 2025), secondo le disposizioni della FINMA le società di audit hanno svolto 107 controlli sulla gestione dei cyber-rischi presso le banche. Nel corso di tali controlli hanno identificato vulnerabilità in tutti i domini informatici, tra cui la governance, la gestione del rischio e il dispositivo di protezione delle TIC. Sulla base di questi risultati, la FINMA ha individuato gli assoggettati che presentavano anomalie e ha adottato misure mirate.

Quale membro affiliato dell’associazione Swiss Financial Sector Cyber Security Centre (Swiss FS-CSC), la FINMA ha partecipato ai due cyber-esercizi tabletop organizzati dall’associazione per rafforzare la resilienza della piazza finanziaria svizzera.

Gestione dei fornitori critici: ripercussioni della concentrazione delle esternalizzazioni

Nel 2025 la FINMA ha stilato un inventario completo di tutte le principali esternalizzazioni effettuate da banche e società di intermediazione mobiliare, imprese di assicurazione, gestori di patrimoni collettivi e direzioni dei fondi, di cui aveva effettuato il rilevamento a fine 2024. Dal rilevamento è emerso che gran parte degli assoggettati esternalizza almeno una parte sostanziale dell’infrastruttura IT a un terzo, tuttavia la quota più elevata si registra presso le banche e le società di intermediazione mobiliare. 

Si è altresì rilevato un elevato rischio di concentrazione. È nuovamente salito il numero degli assoggettati che hanno esternalizzato una parte sostanziale dell’infrastruttura IT rilevante per l’attività a uno dei grandi fornitori di cloud pubblici. Una perturbazione presso uno di questi fornitori può causare guasti simultanei a diversi istituti finanziari, compromettendo lo svolgimento di funzioni critiche. In casi estremi, tale concentrazione rischia di compromettere la stabilità del mercato finanziario.

Gli assoggettati alla vigilanza sono tenuti a osservare le esigenze prudenziali anche in caso di esternalizzazione e a istruire e monitorare opportunamente i fornitori di servizi. Tuttavia, anche la FINMA può effettuare controlli in loco direttamente presso i fornitori di servizi, cui consegue la formulazione di eventuali constatazioni agli assoggettati. Questi controlli consentono alla FINMA di valutare autonomamente la situazione di rischio esistente. Mostrano per esempio che i requisiti di sicurezza concordati per contratto non rispondono in parte alle attuali prescrizioni prudenziali e che determinate misure di protezione possono essere insufficienti. Inoltre, gli assoggettati constatano in prima persona soltanto in parte dette carenze presso il fornitore di servizi a seguito di mancati controlli interni adeguati, il che accresce ulteriormente l’esposizione al rischio.

Esternalizzazioni negli istituti di asset management: rischi di concentrazione nella gestione dei rischi operativi

Presso le direzioni dei fondi e i gestori di patrimoni collettivi, i risultati del rilevamento evidenziano che i fornitori esterni di servizi svolgono un ruolo centrale in funzioni essenziali presso numerosi istituti. Molte esternalizzazioni sono concentrate su pochi fornitori specializzati soprattutto nell’ambito della gestione dei rischi operativi. La FINMA presta sempre più attenzione a questo rischio. Nel 2025 ha anche svolto controlli in loco sull’outsourcing.

Le direzioni dei fondi e i gestori di patrimoni collettivi hanno notificato alla FINMA 935 accordi di esternalizzazione al 31 dicembre 2024. Il 67% delle esternalizzazioni attuate dalle direzioni dei fondi e l’81% di quelle dei gestori di patrimoni collettivi riguardavano fornitori esterni. Al contrario, le direzioni dei fondi hanno assegnato il 33% delle loro esternalizzazioni all’interno del gruppo, rispetto al 19% dei gestori di patrimoni collettivi.

Le direzioni dei fondi hanno esternalizzato soprattutto l’infrastruttura IT, mentre i gestori di patrimoni collettivi piuttosto le funzioni legali e di compliance.

Anche i gestori patrimoniali indipendenti e i trustee hanno continuato a esternalizzare in larga misura (il 63% circa) almeno una funzione di controllo negli ambiti della gestione del rischio e della compliance.

Se si punta l’attenzione sui fornitori di servizi, si constata che la maggior parte di loro si è occupata soltanto di uno o pochi mandati, mentre pochi altri fornitori specializzati si sono concentrati sulle esternalizzazioni. 

La FINMA ha constatato rischi di concentrazione in relazione all’outsourcing di funzioni di compliance e di gestione del rischio sia presso i gestori di patrimoni collettivi che presso i gestori patrimoniali indipendenti. Ha quindi controllato la qualifica e le risorse disponibili dei fornitori di servizi incaricati e ha intrattenuto scambi diretti con i maggiori fornitori. La responsabilità di selezionare i fornitori esterni, impartire loro le istruzioni e controllarli resta tuttavia sempre in capo agli istituti che esternalizzano.

Resilienza operativa dei gestori di patrimoni collettivi

Nel 2025 la FINMA ha continuato a dedicare particolare attenzione ai rischi operativi e alla resilienza delle direzioni dei fondi e dei gestori di patrimoni collettivi. Gli istituti sono sempre più dipendenti da infrastrutture IT complesse e fornitori esterni, pertanto aumentano le esigenze in termini di outsourcing, continuità operativa (business continuity management, BCM) e cyber-resilienza. Nel quadro della sua vigilanza continua, la FINMA ha constatato presso gli istituti una più forte consapevolezza per gli aspetti della resilienza operativa, ma anche carenze ricorrenti. Ha dunque verificato in misura più dettagliata le misure organizzative adottate dagli istituti nei processi di autorizzazione e sorveglianza nel settore cyber.

Nel quadro della sua vigilanza continua, la FINMA ha constatato che gli istituti hanno in gran parte attuato le prescrizioni normative, ma dai controlli in loco sono anche emerse carenze ricorrenti nell’outsourcing e nel business continuity management. Gli inventari delle funzioni esternalizzate sono risultati parzialmente incompleti, le linee guida non delineavano chiaramente le principali responsabilità o i rapporti sui rischi non consideravano in misura sufficiente rilevanti lacune operative. Nell’ottica di una vigilanza preventiva, la FINMA ha trattato le lacune constatate direttamente con gli istituti. Per i risultati dei controlli in loco nell’ambito dell’esternalizzazione della gestione del rischio si rimanda al capitolo precedente. Dalla valutazione dei dati raccolti annualmente è inoltre emerso che gli istituti prestano una maggiore attenzione alla resilienza operativa, in particolare coinvolgendo attivamente gli organi nell’identificazione e nell’esame dei principali processi operativi.

Nel 2025, la FINMA ha verificato in modo più dettagliato le misure organizzative di sicurezza in ambito cyber anche nei processi di autorizzazione, per garantire che i rischi operativi siano considerati in maniera adeguata sin dall’inizio dai nuovi istituti e nelle nuove funzioni delegate.

La FINMA ed EXPERTsuisse, l’associazione di esperti per la revisione contabile, le imposte e i servizi fiduciari, hanno convenuto, a partire dal 2026, una rendicontazione più standardizzata e dettagliata da parte delle società di audit sui temi gestione della tecnologia delle TIC, del BCM e dei cyber-rischi. La FINMA ottiene così una migliore visione d’insieme della situazione e delle attività degli istituti nell’ambito della resilienza operativa. Inoltre, a partire dal 2026 raccoglie dati dettagliati in tali ambiti. Infine, la resilienza operativa è una priorità dei controlli in loco del 2026, che si concentreranno sui temi dell’outsourcing e dei cyber-rischi.