Resilienza
Anche nel 2025 la FINMA ha individuato, attraverso controlli, verifiche, stress test e rilevamenti di dati, rischi sistemici e operativi per la piazza finanziaria e per gli istituti assoggettati. Ha applicato i requisiti in materia di capitale e liquidità ai partecipanti ai mercati finanziari, ha formulato chiari requisiti per la gestione del rischio e ha esaminato i piani di stabilizzazione e d’emergenza.
I risultati dell’attività di vigilanza svolta nel 2025 nel settore ipotecario hanno evidenziato, presso diverse banche, un ricorso eccessivo alla regolamentazione basata sui principi nell’erogazione dei crediti ipotecari. Ciò riguarda nello specifico la valutazione della sostenibilità come pure la prassi di valutazione e sottolinea una possibile necessità di miglioramento della regolamentazione. La FINMA ha esortato gli istituti assoggettati a rafforzare la loro gestione del rischio. Avendo identificato valutazioni immobiliari inadeguate, elevati tassi di crescita e criteri di erogazione blandi, presso alcuni degli istituti controllati ha inoltre ordinato fondi propri supplementari. Inoltre, nella sua Comunicazione sulla vigilanza 02/2025 «Rischi sul mercato immobiliare e ipotecario» la FINMA ha spiegato i requisiti posti all’erogazione di crediti ipotecari.
Nel 2025 la FINMA ha inoltre pubblicato una Comunicazione sulla vigilanza sul tema della resilienza operativa presso le banche, le persone secondo l’art. 1b LBCR, le società di intermediazione mobiliare e le infrastrutture del mercato finanziario. Tale Comunicazione si fonda sui risultati di un rilevamento di dati che la FINMA ha condotto al 31 dicembre 2024 presso 267 banche, società di intermediazione mobiliare, gruppi finanziari e infrastrutture del mercato finanziario sul tema della garanzia della resilienza operativa. I risultati del rilevamento di dati e dei regolari colloqui di vigilanza mostrano attualmente un quadro ancora molto eterogeneo per quanto concerne l’interpretazione delle esigenze prudenziali, lo stato di attuazione e il grado di maturità della resilienza operativa degli istituti assoggettati.
La FINMA chiede inoltre agli istituti assoggettati di allestire robusti scenari di crisi negli ambiti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e della cyber-difesa, e nel 2025 ha effettuato al riguardo per la prima volta propri stress test sui fondi d’investimento svizzeri. Ha inoltre svolto controlli in loco presso partner di outsourcing. Per quanto riguarda i cyber-rischi e i rischi di outsourcing di natura operativa, la FINMA aveva già stilato entro la fine del 2024 un inventario completo di tutte le principali esternalizzazioni effettuate dagli assoggettati. Nel 2025 è inoltre emerso che le funzioni esternalizzate erano gestite in modo inadeguato, specialmente presso alcune direzioni di fondi e gestori di patrimoni collettivi.
Per quanto concerne i rischi finanziari legati al clima, nel 2025 la FINMA ha potuto stilare, attraverso un rilevamento di dati presso banche e imprese di assicurazione, un profilo di rischio climatico per ogni istituto. Presso gli istituti di maggiori dimensioni, questo rilevamento basato sull’autodichiarazione è stato integrato da colloqui di vigilanza in materia, e presso le banche con un elevato profilo di rischio climatico sono stati effettuati anche controlli in loco di una giornata, tra le altre cose per verificare i modelli di prove di stress climatico utilizzati dalla banca. La FINMA, insieme alla Banca nazionale svizzera, ha svolto in particolare presso UBS un’analisi degli scenari climatici, da cui è emerso che il maggiore potenziale di perdita risiede nel portafoglio dei prestiti alle imprese.
Nel 2025 la FINMA ha inoltre condotto dialoghi sulla pianificazione del capitale in funzione delle dimensioni e dei rischi, al fine di verificare se, in linea con le aspettative, nella pianificazione del capitale le banche tengono conto in misura sufficiente delle fasi di recessione economica e di un marcato calo degli utili. Gli istituti di rilevanza sistemica dovevano mostrare, sulla base di scenari di stress predefiniti, in che modo mitigano gli sviluppi negativi della dotazione di capitale in condizioni di stress. Nel campo della liquidità, la FINMA ha verificato se le banche di rilevanza sistemica potessero soddisfare i nuovi requisiti in materia di liquidità.
Infine, la FINMA ha verificato i piani di stabilizzazione e d’emergenza delle banche di rilevanza sistemica, i primi in base a criteri più rigorosi rispetto a quelli applicati prima della crisi di Credit Suisse. Mentre il piano di stabilizzazione di UBS ha potuto essere approvato formalmente per la prima volta dall’acquisizione di Credit Suisse, per il piano d’emergenza di UBS è stata constatata la necessità di apportare ulteriori miglioramenti. La FINMA ha dovuto respingere anche il piano d’emergenza di PostFinance, in quanto non attuabile. Nel 2025 i gruppi assicurativi hanno dovuto presentare i loro piani di stabilizzazione obbligatori, la cui valutazione è prevista per il prossimo anno.
Sebbene non sia possibile garantire con sicurezza assoluta che gli istituti sottoposti a vigilanza siano immuni da problemi, anche nel 2025 la FINMA, con le sue attività di vigilanza e di applicazione della legge, ha rafforzato la loro resilienza e stabilità.